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SALISCENDI – Achille and Pier Giacomo Castiglioni, 1958

La parola designa l’intenzione, quando il logo Stilnovo evoca modi che innovano il progetto e la concretizzazione dell’apparecchio luce nella seconda metà del secolo scorso.

Laboratorio, fucina di ricerche e sperimentazioni, Stilnovo accoglie gli apporti ideativi che meglio si fanno interpreti del mutare dei comportamenti, evolve quindi il processo progettuale e produttivo nel peculiare ambito di interesse operativo.Dove il design è vettore della funzione espressa, comunicandone precisa e ineccepibile la destinazione d’uso.

Ecco come Achille e Pier Giacomo Castiglioni, incaricati, nel 1958, del ripristino integrale della Camera di Commercio e Agricoltura di Milano, della sede devastata dai bombardamenti, progettano altresì gli interni e i relativi arredi nonché, in merito, l’illuminazione degli ambienti.

Così, soprastanti il tavolo da consiglio, nella sala della Giunta, vengono appesi due grandi apparecchi che, nell’assunto favoriscono, secondo necessità, la concentrazione o la diffusione del potenziale illuminante.

Saliscendi viene oggi riproposto da Stilnovo, aggiornato negli apparati tecnologici, nel rispetto più assoluto delle linee di insieme del design Castiglioni. L’ operazione esclude infatti l’omaggio gratuito a due maestri indiscussi del 900 italiano, se mai ne rivendica, conferma e autentica la priorità del progett

o. Decio G.R.Carugati

La ricerca di progetto ha qui da noi la caratteristica di non essere un momento d’isolamento, bensì uno sforzo comune di molte persone nell’ambito delle specifiche competenze di ognuno. Competenze di diverse discipline e interessi che trovano nel risultato di progetto del designer il momento di sintesi espressiva di un grande lavoro collettivo.

1958
CAMERA DI COMMERCIO,
INDUSTRIA E AGRICOLTURA
MILANO

Progetto: Achille e Pier Giacomo Castiglioni


1958 Committente: Camera di Commercio, Industria e Agricoltura di Milano.


Un palazzo milanese ottocentesco, in parte distrutto durante la seconda guerra mondiale, è stato ricostruito per ospitare la nuova sede della Camera di Commercio Industria e Agricoltura, è stata sistemata la facciata e trasformato l’interno.
Il progetto ha dovuto confrontarsi con i molti vincoli dimensionali e volumetrici dell’area, la presenza delle aperture dell’antica facciata e la necessità di collegamento funzionale con gli organismi attigui della Borsa Valori e del Mercato dei Grani.
Il tratto distintivo di questo progetto, di notevole mole e difficoltà, può essere trovato nelle soluzioni d’illuminazione: dalle lampade pensate appositamente per gli ambienti dell’edificio ai soffitti luminosi attrezzati che diventano la parte tecnicamente e plasticamente più importante degli spazi.
Dall’ingresso si accede ad un ampio atrio con retrostante cortile, che ospita il volume della nuova scala (terra-primo piano); la parete di ingresso e quella verso il cortile sono interamente risolte da due grandi vetrate: i pavimenti sono in porfido e in granito di Montorfano, le pareti di marmo di Lasa a lastre di grandi dimensioni. I locali di rappresentanza, attentamente studiati nelle dotazioni tecnologiche, trovano collocazione al primo piano.
Costituiti, oltre che dagli uffici di presidenza, vicepresidenza e segreteria generale, da una serie di sale di varia capienza per riunioni, conferenze e congressi, sono serviti da atri e disimpegni studiati in modo da permettere, nelle diverse sale, lo svolgimento contemporaneo delle manifestazioni.
Il locale destinato alla presidenza, affacciato su via Meravigli, ha pavimento in mosaico a grandi pezzature (marmo rosso di Levanto) e pareti ricoperte di panno grigio. Un paravento continuo ad elementi in teak (cerniere con incastro ricavato nei singoli pannelli) divide il locale in tre zone: ricevimento con poltrone, studio con scrivania, spazio per piccole riunioni. Dal soffitto pende una lampada a sospensione in vetro bianco, disegnata dai Castiglioni e realizzata da Venini, prodotta poi nel 1959 da Kartell in materiale plastico con il nome di “KD6”.
In prossimità dell’atrio sono invece sistemate le sale maggiori riservate al consiglio direttivo e alle conferenze.
La prima sala si struttura a gradinata, coperta con tappeto, su cui sono disposte poltrone in velluto rosso, in sei file sfalsate, fissate a terra con una base ellittica di metallo e munite di un piano-scrittoio ribaltabile in legno. L’intradosso della copertura, così come le pareti, è rivestito di listoni di legno massiccio cerato ed è studiato in modo da permettere la distribuzione, nelle nervature lignee, delle sorgenti.